CONGO-
BUKAVU (5/2003)
URGENZA MALATI ABBANDONATI
I saveriani della missione di Cahi
chiedono aiuto per pagare le cure degli sfollati ricoverati in ospedale. A Cahi lavorano
p. Gianni Brentegani, p. Mario Sciamanna, p. Roberto Salvadori e p. Giuseppe Veniero.
Così scrivono:
Non riusciamo a venirne fuori. Perciò abbiamo deciso di scrivere a "Missionari
Saveriani" per presentare un progetto.
Siamo nella missione di Cahi, alla periferia di Bukavu. Un
quarto della popolazione è ormai senza risorse. La guerra ha fatto arrivare in città una
grande massa di sfollati. La comunità cristiana fa tutto il possibile per accoglierli, in
famiglie già troppo numerose e disagiate. Gli sfollati sopravvivono con la carità delle
famiglie che li ospitano. Non c'è più nessuno che dia loro un aiuto regolare. Neppure la
Caritas ha mezzi sufficienti per aiutare tanta gente.
E quando si ammalano? Non possiamo chiedere ai nostri cristiani, che si
prendono già a carico il mantenimento degli sfollati, di pagare anche per le cure
mediche.
C'è qui un ospedale diretto da una chiesa pentecostale. Funziona bene e c'è
grande affluenza di malati. Ma l'ospedale deve auto finanziarsi e fa pagare un minimo a
tutti i malati. Quelli che non riescono a pagare restano "in parcheggio"
all'ospedale fino a pagamento ultimato. Gli sfollati, che non hanno niente,
restano all'ospedale in attesa che qualcosa venga giù dal cielo; alcuni stanno in attesa
anche due o tre mesi.
Il nostro progetto riguarda questo settore preciso: aiutare i malati
a saldare il loro debito.
In questi giorni, ce ne sono una cinquantina di malati bloccati
"in parcheggio" all'ospedale. Spesso si tratta di bambini assistiti in ospedale
dalle loro mamme. Per farli uscire, ci vogliono in media mille euro al mese.
Noi non sappiamo più come fare per venire incontro ai bisogni della gente.
Ci affidiamo alla generosità dei lettori. |