In
Amazzonia c'è chi sogna, e ci crede
Mi convinco sempre più della necessità del nostro apostolato
missionario per trasformare questo mondo e mi consola il fatto che stiamo camminando
insieme per dare il nostro contributo a questa grande opera di Dio. Io mi trovo nella
cittadina di "Vila dos Cabanos" formata da 11 Comunità. Ognuna è organizzata
autonomamente ed è affidata a una équipe di coordinazione laica per la realizzazione
delle diverse attività pastorali. Con me lavora anche p.Giovanni Martoccia, professore di
Bibbia nella Teologia del Seminario maggiore di Belém. Insieme ci sentiamo più forti.
Abbiamo poi una Comunità di 4 suore Saveriane, che accompagnano con amore le Comunità di
periferia. La nostra zona diventerà un polo industriale della capitale Belém. Hanno già
cominciato i lavori per la costruzione di tre grandi ponti sui fiumi Moju, Acará e Guamá
e una strada di 70 Km che ci unirà con Belém senza la necessità del traghetto via
fiume. È previsto anche lampliamento del porto fluviale di Vila dos Cabanos, che
sarà trasformato nel grande porto di Belém e dellinterno dello Stato del Pará.
Tutto questo provocherà gravi problemi per le nostre Comunità e per la nostra attività
missionaria. La periferia si riempie di gente in cerca di lavoro, in forma disordinata,
senza casa e senza assistenza; aumenta la violenza, la droga e la prostituzione. Molti
ragazzi sono costretti a vivere nella strada. La nostra Comunità di Conde ha già
cominciato ad affrontare il problema dando assistenza a una quarantina di "meninos de
rua". Siamo anche preoccupati della formazione dei nostri laici, perché siano
preparati alla nuova realtà che sta sorgendo. Ci auguriamo che il sogno diventi progetto
di pace per tutta lumanità e che la presenza del "Dio della vita" in
mezzo a noi ci faccia credere-sperare-amare sempre di più.
p. Marzello Zurlo, Amazzonia
E
cè chi si ribella!
Tu puoi credermi: sempre ti ricordo, come potrei dimenticare? E vorrei mandarti una
montagna deuro! Grazie sempre per il giornale, graditissimo e che faccio girare poi
fra gli amici in barba a chi ha osato scriverti che "cestina, senza neanche
aprirlo"! Ricordi? È una vergogna. Amen. Vorrei sapere su quali altre riviste
scrivi, per mantenere i contatti con te. Sempre più critico e ribelle, padre Ettore. Non
ti ho scritto pur pensandoti e ricordandoti tenacemente.
Stefania, Marina di Massa
Unamica
che ci vuole bene
Caro padre, permettimi di darti del tu, ti leggo da anni e mi viene spontaneo. Vorrei
ringraziarti di cuore per quanto ci proponi nei Paginoni del nostro mensile. Sono per me
stimolo a rivedere come vivo il mio Battesimo, sono fonte di riflessione su quanto di più
prezioso mi è stato dato: la conoscenza dellAmore di Cristo per tutti. Ma non sei
il solo a farmi da guida, accanto alla nostra parrocchia dedicata alla Madonna della
Strada (come al beato Conforti) cè la Comunità saveriana di Cagliari. Collaborando
col nostro caro parroco don Gianni, i Saveriani di qui si prendono cura della nostra fede.
Sempre disponibili, generosi di buoni consigli e di gesti significativi, premurosi con gli
ammalati delle nostre famiglie, con i giovani e gli anziani. Stimo tanto i miei preziosi
amici Saveriani, perché con entusiasmo ed energia ci comunicano la loro esperienza in
terra di missione rendendo oltremodo credibile con la loro umiltà il Vangelo di Gesù.
Ringrazio il Signore per il dono del sacerdozio, a tutti auguro di rendere gloria a Dio.
Vi accompagno con la mia preghiera di mamma. Siate benedetti in terra e in cielo.
Maria Rosaria, Cagliari
Non tutti
sono indifferenti
Sono il figlio di Erminio che lei ha ben conosciuto: eravate molto amici. Mio papà mi ha
sempre insegnato a fare del bene al prossimo, soprattutto alle persone povere del mondo,
donando generosamente alle missioni e ai missionari, ma anche dedicando del tempo alle
persone bisognose del nostro paese. Io cerco di seguire il suo esempio. Povertà,
emarginazione, disagio esistono anche da noi, nel ricco ed opulento Nord-est. È qui che
cerco di dare il mio contributo come Assessore ai Servizi Sociali. Ma non è facile
aiutare i bisognosi quando lo Stato taglia la spesa sociale e sanitaria facendo poi la
mano leggera nei confronti dei ricchi e potenti. I Comuni più attenti e sensibili devono
sopperire, con proprie risorse, a questa precaria situazione. E noi cerchiamo di farlo al
meglio, destinando ben il 14% del nostro bilancio comunale al settore sociale. Cosa dire
poi della nuova legge sullimmigrazione? Che è razzista? Che lo straniero viene
visto solo come nuovo schiavo che vale solo per il lavoro che svolge e che non
merita diritti? Che vuole reprimere limmigrazione clandestina, ma che in realtà la
favorirà? Peccato che tante buone leggi vengano così velocemente sostituite con altre
ben peggiori. Leggo con molto interesse le sue prese di posizione circa
lorientamento dellattuale Governo e lassicuro, che nel mare
dellindifferenza e del qualunquismo è una voce forte e autorevole. Non abbiate
paura degli attacchi di chi vi accusa di essere Cattocomunisti o peggio. Difendete sempre
la dignità della persona, qualunque essa sia. Buon lavoro.
Paolo, E-mail
Risponde p. Ettore 
Lo spazio è tiranno. Non mi
resta che salutare tutti, con la promessa di un ricordo nella preghiera e un abbraccio
fraterno.
p. Ettore |