LO
SPIGOLO DELLA MISTICA DOVE
SONO DUE RADUNATI NEL MIO NOME
Siamo a parlare del mistero di fede della Comunità cristiana. Lo chiamo "mistero di fede", perché è un tipo di Comunità, la nostra, che non è stata "pensata" dalluomo ma da Dio: è una Comunità trascendente che-è-nata-in-cielo e che ha come modello iniziale e finale la Comunità increata che è la Trinità. È evidente che non ha nulla a che vedere con le Comunità fatte dalluomo come quelle sportive, economiche, sindacali, politiche. La struttura della Comunità cristiana è stata portata in terra da Cristo che lha "creata" attorno ai Suoi, quando-li-chiamò-affinché-stessero-con-Lui. È Cristo quindi il centro di gravità e il Suo spirito la "forma-anima" è il suo motore. Ripeto: importa molto capire una volta per sempre, che le Comunità fatte dalluomo non-hanno-nulla-a-che-vedere con quella "creata" da Cristo-Spirito: questa è "la" Comunità, quelle "le" comunità. Vogliamo aggiungere che il discorso sulla Comunità è "essenziale" allinterno della catechesi cristiana; cioè si tratta dun elemento "costitutivo", come lo sono i muri "maestri" rispetto a quelli "divisori": vogliamo dire che la vita cristiana è "di sua natura" comunitaria al punto da potersi affermare: o è comunitaria o "non è". Pertanto essere chiamati alla vita cristiana "esige-coincide" con la vocazione alla vita comunitaria. Ma, per essere anche più esplicito, qualè "la" Comunità cristiana? Risponderò esplicitamente: la Comunità "parrocchiale" con il parroco "Reggitore di essa": la parrocchia è la Comunità "madre": la "tua"! Là sei nato con il Battesimo-Cresima: là hai fatto la Prima Comunione; là sei stato convocato settimanalmente dallo Spirito in Assemblea eucaristica; là hai festeggiato il matrimonio; là hai concluso la tua battaglia cristiana confortato dallUnzione dello Spirito. Il termine "parrocchia" è bello e profondo: vuol dire: convivere-uno-vicino-all-altro-in-terra-di-esilio. La parrocchia è "la" fontana del paese dove "tutti" attingono in letizia. Se questo è vero, sarà vero anche che, ogni parrocchiano dovrà farsi un dovere "grave" del cosiddetto "senso di appartenenza" alla propria Comunità parrocchiale. Cosa vogliamo dire? Questo: appartenere a questa o a quella Comunità è unaccidentalità di poco conto; ma quando la Provvidenza, storicamente-e-di-fatto, ti ha fatto nascere in "quella" Comunità parrocchiale, "quella" Comunità, di-fatto-e-in-concreto, diventa, per te, un fatto "essenziale", perché, per te, scatta la dialettica del "senso di appartenenza" alla "tua" Comunità; la parrocchia diventa il "tuo" centro di gravità, come la famiglia secondo la carne è il tuo centro di gravità "umano"; lamore che ti lega alla parrocchia lo chiamerei squisitamente "sponsale". Pertanto scatta, anche, il dovere "grave" di servizio-aiuto-comunione-partecipazione-con-sofferenza-con-gaudio; scatta il dovere "grave" della mutua fraternità-aiuto-conforto. Logica vuole che leducazione "movimentista" si inserisca in modo "vitale" e non "epidermico" (=corpo estraneo), nel tessuto "vivo" della Comunità parrocchiale, che è la Comunità "madre": come raccomandano tutti i documenti che hanno parlato "ufficialmente" delleducazione "movimentista". Qui sento daver fatto arricciare il naso a qualcuno. Mi scuso: ma che posso farci? p. Amato Dagnino |