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DA
TAIWAN AL BANGLADESH
Pensieri sparsi di padre Benzoni
La Direzione generale viaggia molto: va a trovare i missionari sparsi
nel mondo, ad incoraggiarli
Ultimamente, padre Rino e padre Luigi sono stati in
Taiwan e Bangladesh. Ogni tanto, ci fanno sapere i loro pensieri. Ecco gli ultimi, un po'
sparsi!
In transito all'aeroporto di Bangkok, nella preghiera del mattutino, leggo dal Qoèlet:
"Non domandare: come mai i tempi antichi erano migliori di quelli attuali? Tale
domanda non è ispirata da saggezza". Vi trovo un invito alla speranza.
In viaggio verso l'aeroporto di Taipei, padre Luigi mi cita una delle
sue ormai famose frasi storiche che ha detto a un saveriano: "un missionario, più
che un centometrista, è un maratoneta
". Un'immagine sportiva per esprimere i
tempi lunghi, i tempi di Dio, nei quali si gioca la missione e ai quali bisogna abituarsi.
Per resistere in questa maratona ci vuole allenamento.
L'ultima sera, prima di lasciare Taipei, i confratelli ci hanno detto
di un monastero dove era stata gettata una bomba. "Per fortuna, nessun danno alle
persone - riferiva la fonte - la bomba è caduta sulla cappella. Ben più grave sarebbe
stato il bilancio se fosse caduta sulla sala del televisore!"
(p. Rino Benzoni, superiore generale)
NONOSTANTE TUTTO
! C'è qualcuno che ringrazia
Eravamo in viaggio. Al bordo della strada, vediamo una camionetta in panne, con il
conducente e l'aiutante a terra. Riconoscono che siamo missionari e ci chiedono subito di
trainare la camionetta fino a Bukavu (dieci chilometri di strada) per far riparare il
guasto. Dopo un attimo di esitazione, accettiamo.
Durante il viaggio, un passeggero che era salito sulla nostra vettura
ha fatto il suo commento con gli altri: "pensa un po'! Proprio questa mattina a Messa
(era la prima domenica di avvento), il prete ci ha detto di prepararci bene alla festa di
Natale compiendo qualche buon'azione. Ed ecco qui i missionari che, senza tante parole, ci
insegnano come mettere in pratica la predica di questa mattina. Ringraziamo Iddio!".
BRASILE: I POPOLI INDIGENI
Per commemorare il trentesimo anniversario del Consiglio Indigenista Missionario (Cimi),
è stato organizzato un Convegno straordinario sul tema: "Memoria, missione e utopia:
con i popoli indigeni, per costruire una terra libera dal male". Al convegno hanno
partecipato i padri saveriani Pezzotti, Alvarez e Trevisan. In particolare, padre Renato
Trevisan ha affermato:
"Tutta la mia vita di missionario in Brasile è stata caratterizzata ed orientata
dall'impegno pastorale con gli indigeni. Dal 1980 ad oggi, sono vissuto per loro; e loro
mi hanno fatto rivivere. Ho dovuto assentarmi dal Brasile nel 1995 per prestare servizio
nella Direzione generale dei Saveriani, ma ora sono tornato. Vogliamo iniziare una nuova
tappa del cammino pastorale con i popoli indigeni e soprattutto con i Kayapò. Tanti che
avevo lasciati ragazzi, ora sono già papà e mamme. Sarebbe un'imperdonabile mancanza di
rispetto verso il vangelo, se non comunicassimo loro esplicitamente la Buona Notizia: il
regno di Dio è vicino, non solo per i Kayapò, ma per tutti i popoli indigeni del
Brasile".
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