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Nel Bangladesh musulmano il
Natale in televisione
Il Bangladesh è una delle più popolose nazioni musulmane al mondo.
Su una popolazione di125 milioni di abitanti, i cristiani sono meno
di mezzo milione. Eppure, in questa nazione a maggioranza musulmana,
il messaggio del Natale di Gesù Cristo ha avuto una risonanza speciale
nei programmi della televisione e radio nazionali e nelle pagine dei
quotidiani e settimanali.
I programmi sono stati preparati al Centro Comunicazioni della chiesa
cattolica, a Dhaka, da un centinaio di esperti, cantanti, musicisti
e speaker cristiani. Cattolici e protestanti hanno lavorato insieme
per preparare e registrare i programmi. Oltre al racconto del Natale,
i canti e le celebrazioni natalizie, sono state presentate varie organizzazioni
cristiane, impegnate in Bangladesh nella scuola, nella sanità, nell'assistenza
ai poveri, nelle opere di sviluppo.
Un bell'esempio di convivenza tra le religioni e di ecumenismo tra
le chiese cristiane.
Il
cardinale Gantin torna in Africa
Il Papa ha accolto, dopo lunga riflessione, la richiesta
del cardinale Bernardin Gantin di lasciare Roma e tornare in Africa.
Il cardinale aveva infatti espresso il desiderio di essere esonerato
da ogni incarico, al compimento degli ottanta anni di età.
All'origine di questa sua richiesta ci sono sì le motivazioni
di salute e di età, ma soprattutto il grande desiderio di far ritorno
in patria, per poter fare ancora qualcosa di utile per la chiesa e
il popolo del suo paese.
Il Pontefice, pur nel rammarico per la perdita di un
collaboratore così prezioso e ricco di esperienza, ha risposto affermativamente
alle richieste del cardinale augurandogli che, tornato in patria,
egli possa "fare ancora tanto bene, al servizio del Regno di
Dio, rendendo una incisiva testimonianza in favore del vangelo".
Originario del Benin, il cardinale era decano del collegio
cardinalizio ed aveva ricoperto incarichi importanti nella chiesa:
era stato segretario della Congregazione per l'Evangelizzazione dei
popoli, presidente della pontificia Commissione Giustizia e Pace,
presidente del pontificio Consiglio "Cor Unum".
Anche noi siamo commossi per questa splendida testimonianza
di amore all'Africa e formuliamo al cardinale i più sentiti auguri
per un lungo e proficuo apostolato tra la sua gente.
India: Centomila per celebrare Tommaso
e Saverio
Alla solenne celebrazione commemorativa dei 1.950 anni
dall'arrivo di san Tommaso apostolo in India e dei 450 anni dalla
morte di san Francesco Saverio, a Kochi, nello stato settentrionale
indiano del Kerala, c'erano più di centomila fedeli. Una folla immensa
di devoti ha partecipato alla Messa presieduta dal cardinale Crescenzio
Sepe, in rappresentanza del Papa e della chiesa missionaria.
Alla grande assemblea ha parlato anche Abdul Kalam,
presidente dell'India. Il presidente ha lodato la chiesa indiana "per
il suo esempio di servizio sociale e religioso e per il suo grande
contributo all'unità nella diversità". Abdul Kalam, è il primo
presidente musulmano a guidare la grande nazione a maggioranza hindu,
è scienziato di professione ed ha studiato nelle scuole cattoliche.
Nello stato indiano del Kerala convivono tre grandi
religioni: il 57 per cento sono hindu; il 23 per cento sono musulmani
e il 19 per cento sono cristiani.
Dal Giappone un'esemplare richiesta
di perdono
Quattro cristiani giapponesi dell'associazione Agape, fondata nel
1992 per favorire la riconciliazione tra ex prigionieri di guerra
ed ex soldati, si è recato nel Nagaland (uno stato indiano tra Bangladesh
e Myanmar), per chiedere perdono per le brutalità commesse contro
la popolazione della zona, da soldati giapponesi durante la seconda
guerra mondiale.
Durante la preghiera di riconciliazione, organizzata
al cimitero della guerra mondiale i quattro pellegrini si sono prostrati
davanti a 800 persone presenti, dicendo: "Ci umiliamo davanti
a Dio e davanti al vostro popolo. Perdonate il popolo giapponese;
perdonateci".
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