A due anni dallinizio della campagna di pressione alle
"banche armate", promossa da Pax Christi, Nigrizia e Missione Oggi,
facciamo il punto della situazione. Il 15 dicembre, a Firenze, si terrà
un convegno sul tema delle "banche armate". Per ulteriori informazioni
contattare la redazione o consultare la mailing-list del Coordinamento fiorentino.
Promossa in prossimità del Giubileo come occasione di
ripensamento dei criteri di gestione dei propri risparmi, la campagna è stata accolta in
primo luogo da individui e gruppi di diversa appartenenza già da tempo sensibili ai temi
della finanza etica e del disarmo. In questi due anni è stato fatto un cammino
importante che cerchiamo qui di ripercorrere, richiamando solo alcune
esperienze particolarmente significative che possono essere di stimolo per molti gruppi
recentemente accostatisi al problema; e anche per rilanciare la campagna "banche
armate" nel nuovo contesto nazionale e internazionale.
IL GRUPPO DI COORDINAMENTO FIORENTINO
Grazie allintraprendenza di Francesco
Fabrini, già dallo scorso anno si è costituito a Firenze un Coordinamento fiorentino
della campagna banche armate appoggiato da vari gruppi locali tra cui il Gruppo
mondialità Isolotto, L'Altracittà, il Centro missionario diocesano, Quartiere 4, Circolo
Arci Isolotto, la comunità delle Piagge, Adusbef, Attac Firenze. Lintuizione
principale è stata quella di promuovere la campagna come attività specifica, coordinandone
lazione a livello locale. In secondo luogo, la compresenza di realtà diverse
(credenti e non, gruppi impegnati in campo religioso e sociale
) ha favorito la
partecipazione e la sensibilizzazione ad ampio raggio. Il coordinamento ha aperto una mailing-list
su internet (http://it.groups.yahoo.com/group/Banche_Armate che è stata subito
salutata con favore dai promotori della campagna, diventando così una fonte di
informazione e di scambio preziosa su tutto il territorio nazionale.
Oltre a vari incontri e convegni, altre due iniziative del Coordinamento
fiorentino meritano particolare attenzione:
1. Lelaborazione di un questionario presentato a tutte le
associazioni operanti localmente, specie in ambito sociale. Nonostante le diversità degli
scopi, le associazioni cercano di promuovere valori e non possono quindi esimersi dal
considerare le implicazioni delle proprie scelte in campo economico e finanziario.
2. Lincontro con le associazioni di tutela dei consumatori,
in particolare con lAdusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari e
finanziari) e con gruppi sindacali delle banche.
MOZIONI COMUNALI E ADESIONI DI POLITICI
Recentemente sono state presentate, in sede di Consiglio
comunale, alcune mozioni sul tema specifico delle "banche armate": segnaliamo,
tra le altre, quella al Comune di Pavia e di Firenze. Nella maggioranza dei casi, sono
state sottoscritte da rappresentanti di gruppi di varia appartenenza politica e
rappresentano unoccasione privilegiata non solo di sensibilizzazione, ma anche di
coinvolgimento delle istituzioni locali nella campagna e più in generale sui temi della
finanza etica. Per le possibilità che offre è opportuno diffondere questo tipo di
intervento, cominciando dalla presentazione della campagna ad alcuni consiglieri comunali
già da tempo sensibili a questi temi e svolgendo poi azioni di pressione nei confronti di
tutti gli altri.
Uniniziativa degna di nota è stata poi ladesione da parte di
tre consiglieri della Regione Lombardia
Paolo Danuvola (Popolari), Carlo Monguzzi (Verdi) e Marco Tam (Ds) i quali hanno
organizzato una conferenza stampa alla quale hanno invitato anche i promotori della
campagna nazionale ( tra cui Missione Oggi) e hanno inviato una lettera a tutti i
consiglieri regionali chiedendone ladesione. Liniziativa ci sembra
particolarmente significativa innanzitutto per ladesione in prima persona dei
tre consiglieri regionali i quali hanno scritto alle proprie banche ed inoltre per il coinvolgimento
dei media ( agenzie di stampa, giornali, radio e televisioni locali) che hanno dato
risonanza alliniziativa.
E ADESSO?
Non possiamo esimerci dal manifestare una nota di
rammarico: nonostante la campagna sia stata proposta nel contesto del Giubileo, troppo
pochi sono i gruppi, le associazioni, i centri missionari, le diocesi e gli stessi
istituti religiosi e missionari che lhanno assunta o che vi hanno prestato
attenzione.
Non si può negare che, in questottica, lanno giubilare sia stata
unoccasione persa, incapace di stimolare un ripensamento delle scelte in campo
economico a livello individuale e collettivo. Questo ci spinge ad assumere come
destinatari e interlocutori diretti lampio campo dei credenti, dai singoli
alle diverse associazioni, ai quali rinnoviamo linvito ad unattenzione
specifica non solo a questa campagna, ma alle diverse realtà connesse al mondo del
risparmio e degli investimenti.
Unaltra esigenza è quella di un maggior coordinamento tra gli
stessi gruppi promotori: se il contributo di molte realtà locali si è dimostrato
indubbiamente un pregio, un sostegno e una partecipazione al lavoro dei vari gruppi è
oggi necessaria. Buona parte delle informazioni sono accessibili in internet sui siti
delle riviste promotrici. Stiamo pensando di aprire ulteriori spazi: una mailing-list dove
pubblicare tutte le risposte delle banche, e una mailing-list della
campagna a livello nazionale.
Infine è urgente anche un maggior coordinamento con altre campagne
(in modo particolare, con quella per la moratoria sulle armi leggere e la recente
iniziativa lanciata dal Centro nuovo modello di sviluppo per le "Banche
trasparenti") e realtà (specialmente la Banca popolare etica) che sono
intimamente connesse con questa in corso.
I recenti eventi terroristici internazionali stanno facendo comprendere anche
allopinione pubblica più distratta lesistenza di una zona grigia di
connessioni tra mondo della finanza, paradisi fiscali, traffico darmi e terrorismo:
è chiaro che la lotta contro ogni forma di terrorismo e di violenza richiede
unattenzione specifica degli operatori di settore (banche, istituti di credito,
fondazioni
) ma anche dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni agli
ambiti del risparmio e degli investimenti.
In questo contesto, va rilevata una preoccupante mutazione dei
destinatari del mercato di armi italiane: mentre nel periodo in cui venne approvata la
legge 185/90 i paesi della Nato assorbivano circa l80% delle nostre
esportazioni, nel 2000 i paesi del Sud del mondo hanno raggiunto il 70%
dellesportazione autorizzata di armamenti e tra questi, in Asia, soprattutto India e
Pakistan (si veda lampio articolo di C. Bonaiuti, "Ancora armi italiane ai
poveri", in Missione Oggi, ottobre 2001). Un ulteriore dato, questo, che
impone a tutti coloro che intendono operare per la costruzione di un mondo più giusto, di
considerare con attenzione le implicazioni di carattere etico degli investimenti dei
propri risparmi e, di conseguenza, il problema delle "banche armate".
Occorre infine un continuo monitoraggio sulle modifiche del testo della stessa legge
185/90 che sono prossime e per vari aspetti oscure nel nuovo contesto
economico-politico europeo.
GIORGIO BERETTA