Campagna "banche armate"
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Campagna: le "banche armate"


BANCHE ARMATE: LA CAMPAGNA CONTINUA

GIORGIO BERETTA

A due anni dall’inizio della campagna di pressione alle "banche armate", promossa da Pax Christi, Nigrizia e Missione Oggi, facciamo il punto della situazione. Il 15 dicembre, a Firenze, si terrà un convegno sul tema delle "banche armate". Per ulteriori informazioni contattare la redazione o consultare la mailing-list del Coordinamento fiorentino.

   Promossa in prossimità del Giubileo come occasione di ripensamento dei criteri di gestione dei propri risparmi, la campagna è stata accolta in primo luogo da individui e gruppi di diversa appartenenza già da tempo sensibili ai temi della finanza etica e del disarmo. In questi due anni è stato fatto un cammino importante che cerchiamo qui di ripercorrere, richiamando solo alcune esperienze particolarmente significative che possono essere di stimolo per molti gruppi recentemente accostatisi al problema; e anche per rilanciare la campagna "banche armate" nel nuovo contesto nazionale e internazionale.

IL GRUPPO DI COORDINAMENTO FIORENTINO

   Grazie all’intraprendenza di Francesco Fabrini, già dallo scorso anno si è costituito a Firenze un Coordinamento fiorentino della campagna banche armate appoggiato da vari gruppi locali tra cui il Gruppo mondialità Isolotto, L'Altracittà, il Centro missionario diocesano, Quartiere 4, Circolo Arci Isolotto, la comunità delle Piagge, Adusbef, Attac Firenze. L’intuizione principale è stata quella di promuovere la campagna come attività specifica, coordinandone l’azione a livello locale. In secondo luogo, la compresenza di realtà diverse (credenti e non, gruppi impegnati in campo religioso e sociale…) ha favorito la partecipazione e la sensibilizzazione ad ampio raggio. Il coordinamento ha aperto una mailing-list su internet (http://it.groups.yahoo.com/group/Banche_Armate che è stata subito salutata con favore dai promotori della campagna, diventando così una fonte di informazione e di scambio preziosa su tutto il territorio nazionale.
   Oltre a vari incontri e convegni, altre due iniziative del Coordinamento fiorentino meritano particolare attenzione:

1. L’elaborazione di un questionario presentato a tutte le associazioni operanti localmente, specie in ambito sociale. Nonostante le diversità degli scopi, le associazioni cercano di promuovere valori e non possono quindi esimersi dal considerare le implicazioni delle proprie scelte in campo economico e finanziario.

2. L’incontro con le associazioni di tutela dei consumatori, in particolare con l’Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari e finanziari) e con gruppi sindacali delle banche.

MOZIONI COMUNALI E ADESIONI DI POLITICI

  Recentemente sono state presentate, in sede di Consiglio comunale, alcune mozioni sul tema specifico delle "banche armate": segnaliamo, tra le altre, quella al Comune di Pavia e di Firenze. Nella maggioranza dei casi, sono state sottoscritte da rappresentanti di gruppi di varia appartenenza politica e rappresentano un’occasione privilegiata non solo di sensibilizzazione, ma anche di coinvolgimento delle istituzioni locali nella campagna e più in generale sui temi della finanza etica. Per le possibilità che offre è opportuno diffondere questo tipo di intervento, cominciando dalla presentazione della campagna ad alcuni consiglieri comunali già da tempo sensibili a questi temi e svolgendo poi azioni di pressione nei confronti di tutti gli altri.
   Un’iniziativa degna di nota è stata poi l’adesione da parte di tre consiglieri della Regione Lombardia Paolo Danuvola (Popolari), Carlo Monguzzi (Verdi) e Marco Tam (Ds) – i quali hanno organizzato una conferenza stampa alla quale hanno invitato anche i promotori della campagna nazionale ( tra cui Missione Oggi) e hanno inviato una lettera a tutti i consiglieri regionali chiedendone l’adesione. L’iniziativa ci sembra particolarmente significativa innanzitutto per l’adesione in prima persona dei tre consiglieri regionali i quali hanno scritto alle proprie banche ed inoltre per il coinvolgimento dei media ( agenzie di stampa, giornali, radio e televisioni locali) che hanno dato risonanza all’iniziativa.

E ADESSO?

  Non possiamo esimerci dal manifestare una nota di rammarico: nonostante la campagna sia stata proposta nel contesto del Giubileo, troppo pochi sono i gruppi, le associazioni, i centri missionari, le diocesi e gli stessi istituti religiosi e missionari che l’hanno assunta o che vi hanno prestato attenzione.
   Non si può negare che, in quest’ottica, l’anno giubilare sia stata un’occasione persa, incapace di stimolare un ripensamento delle scelte in campo economico a livello individuale e collettivo. Questo ci spinge ad assumere come destinatari e interlocutori diretti l’ampio campo dei credenti, dai singoli alle diverse associazioni, ai quali rinnoviamo l’invito ad un’attenzione specifica non solo a questa campagna, ma alle diverse realtà connesse al mondo del risparmio e degli investimenti.
   Un’altra esigenza è quella di un maggior coordinamento tra gli stessi gruppi promotori: se il contributo di molte realtà locali si è dimostrato indubbiamente un pregio, un sostegno e una partecipazione al lavoro dei vari gruppi è oggi necessaria. Buona parte delle informazioni sono accessibili in internet sui siti delle riviste promotrici. Stiamo pensando di aprire ulteriori spazi: una mailing-list dove pubblicare tutte le risposte delle banche, e una mailing-list della campagna a livello nazionale.
   Infine è urgente anche un maggior coordinamento con altre campagne (in modo particolare, con quella per la moratoria sulle armi leggere e la recente iniziativa lanciata dal Centro nuovo modello di sviluppo per le "Banche trasparenti") e realtà (specialmente la Banca popolare etica) che sono intimamente connesse con questa in corso.
   I recenti eventi terroristici internazionali stanno facendo comprendere anche all’opinione pubblica più distratta l’esistenza di una zona grigia di connessioni tra mondo della finanza, paradisi fiscali, traffico d’armi e terrorismo: è chiaro che la lotta contro ogni forma di terrorismo e di violenza richiede un’attenzione specifica degli operatori di settore (banche, istituti di credito, fondazioni…) ma anche dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni agli ambiti del risparmio e degli investimenti.
   In questo contesto, va rilevata una preoccupante mutazione dei destinatari del mercato di armi italiane: mentre nel periodo in cui venne approvata la legge 185/’90 i paesi della Nato assorbivano circa l’80% delle nostre esportazioni, nel 2000 i paesi del Sud del mondo hanno raggiunto il 70% dell’esportazione autorizzata di armamenti e tra questi, in Asia, soprattutto India e Pakistan (si veda l’ampio articolo di C. Bonaiuti, "Ancora armi italiane ai poveri", in Missione Oggi, ottobre 2001). Un ulteriore dato, questo, che impone a tutti coloro che intendono operare per la costruzione di un mondo più giusto, di considerare con attenzione le implicazioni di carattere etico degli investimenti dei propri risparmi e, di conseguenza, il problema delle "banche armate". Occorre infine un continuo monitoraggio sulle modifiche del testo della stessa legge 185/’90 – che sono prossime e per vari aspetti oscure – nel nuovo contesto economico-politico europeo.

GIORGIO BERETTA

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