Campagna "banche armate"
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Campagna: le "banche armate"


ALLA LOBBY DELLE ARMI: GIU' LE MANI DALLA 185!

GIORGIO BERETTA

Per favorire i mercanti di armi il Parlamento sta modificando la legge 185/90.

   E’ una legge scomoda. Troppe restrizioni, troppi controlli e soprattutto troppe informazioni di dominio pubblico. A fabbricanti, mercanti e banche che commerciano in armi le autorizzazioni e i controlli non piacciono: sono d’impiccio. Così, dopo lo shock dei primi anni che avevano visto dimezzare il loro giro d’affari di 4000 miliardi di lire, fabbricanti e mercanti d’armi italiani si sono messi all’opera per recuperare il terreno perduto. Dapprima hanno usato tutti gli spiragli che la legge permette: progetti transnazionali, coproduzioni, camouflage come armi per uso "sportivo" o sistemi di alta tecnologia ad uso "civile" e soprattutto le smagliature nei criteri che definiscono i Paesi in "stato di conflitto armato" o "responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia dei diritti dell’uomo".
 
Ma non bastava. Occorre adeguarsi al libero mercato globale e le "restrizioni" che la legge 185/90 impone sono ancora troppe. Difficile chiederne la modifica in sede parlamentare: meglio aggirare l’ostacolo. Ed ecco trovata la soluzione. Un "accordo quadro per facilitare la ristrutturazione e le attività dell’industria europea per la difesa" firmato a Farnborough il 27 luglio 2000 dai ministri della difesa di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Svezia offre la ghiotta occasione. Il Disegno di legge 1927 che intende recepirlo introduce un nuovo concetto semplice ed efficace: la "licenza globale di progetto". Si escludono così dalla verifica parlamentare e della società civile tutte le operazioni svolte nel quadro di programmi intergovernativi e si adegua l'Italia alle normative di Paesi più permissivi nel commercio d'armi. Il DdL passava tutto l’iter delle commissioni alla Camera in meno di dieci giorni e otteneva un’approvazione entusiasta bypartisan (con qualche sparuta voce discordante). Il gioco è fatto, pensavano.
   A guastare la festa è arrivata – appena in tempo – la voce delle associazioni, dei missionari, dei lavoratori e delle organizzazioni pacifiste. La lobby delle armi si è trovata spiazzata e con loro anche qualche politico compiacente (o solo distratto?). L’impatto è stato tale che qualcuno ha dovuto riconsiderare la materia. Ha cominciato l’opposizione, ma mentre scriviamo anche la maggioranza dimostra segni di disponibilità al dialogo. E ieri il card. Ruini, aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei, ha espresso preoccupazioni per le prospettive di modifica della legge 185.
   Fin dalla metà degli anni ’80, insieme con le Acli, Mani Tese, Mlal e Pax Christi, Missione Oggi si è fatta promotrice della legge sul controllo del commercio delle armi. Con Mosaico di Pace e Nigrizia da due anni abbiamo promosso la Campagna di pressione alle banche armate per vigilare sulla sua attuazione. Non lasceremo che i nuovi mercanti d’armi la annullino. Giù le mani dalla 185!

GIORGIO BERETTA

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