Campagna "banche armate"
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Campagna: le "banche armate"


BANCHE ARMATE: L'URGENZA DI COMITATI ETICI

GIORGIO BERETTA

Dal "caso" del conto corrente del Vaticano presso la Banca di Roma (per raccogliere i contributi della giornata di digiuno) nasce la nostra proposta alle associazioni, diocesi, centri e istituti missionari di dotarsi di un comitato di monitoraggio etico.

 

   Rispondendo all’appello lanciato dal sito internet di Missione Oggi, molti hanno inviato e-mail al Pontificio consiglio Cor Unum chiedendo di chiudere il "conto corrente straordinario" aperto dal Vaticano presso la Banca di Roma, una delle banche italiane maggiormente attive nel commercio internazionale di armi.
   I fatti sono noti. Per il 14 dicembre, il papa aveva indetto una giornata di digiuno, preghiera e carità in tutto il mondo invitando a devolvere il corrispettivo alle "vittime del terrorismo e della guerra". Un’iniziativa alla quale abbiamo aderito convinti: di fronte alle "armi forti" del terrorismo e della guerra abbiamo infatti potuto riproporre a noi stessi e a tutte le persone di buona volontà le "armi deboli" del dialogo, della nonviolenza e della solidarietà attiva.  Come promotori della Campagna di pressione alle banche armate non potevamo però non rilevare una contraddizione: l’iniziativa di grande valore etico e simbolico finiva con l’incanalare i contributi degli aderenti verso una delle maggiori "banche armate" italiane: la Banca di Roma. Secondo la relazione al Parlamento del presidente del Consiglio, la Banca di Roma si è segnalata negli ultimi tre anni per una partecipazione sempre più attiva nel commercio di armi, passando dai 57 miliardi di autorizzazioni del 1998, ai 101 miliardi del 1999 e ai 213 miliardi del 2000, con compensi di mediazione che nello stesso anno sfioravano i 17 miliardi di lire. Pur trattandosi di "commissioni autorizzate" dai diversi governi, l’attività della Banca è in aperta contraddizione col severo giudizio più volte espresso dallo stesso pontefice nei confronti del commercio delle armi (Sollicitudo Rei Socialis n.24). Un giudizio ripreso recentemente anche da mons. Martino, rappresentante della S. Sede all'Onu, il quale nel corso dell’ultima sessione generale dell'Onu sul disarmo (15/10/2001) ha affermato che "gran parte del traffico illecito di armi ha origine nel commercio legale delle medesime". La scelta del Pontificio consiglio Cor Unum di aprire un "conto corrente straordinario" presso la Banca di Roma per raccogliere i contributi della giornata di digiuno non poteva dunque non indurci a segnalare alle autorità vaticane la contraddizione tra le dichiarazioni pontificie e il loro operato. Una contraddizione che era già stata fatta notare da molte associazioni in occasione del Giubileo, tra i cui sponsor figuravano multinazionali verso le quali erano in corso campagne di boicottaggio sostenute da associazioni ecclesiali e civili.
   Tutto ciò ci induce a rivolgere alle associazioni attive nel campo della solidarietà la proposta di dotarsi di un comitato di monitoraggio etico. Da tempo sono segnalate dalle campagne internazionali le attività di ditte e istituzioni bancarie che chiaramente contraddicono i principi etici e i valori che le associazioni attive nel campo della solidarietà intendono promuovere. In questo contesto, le iniziative di tipo solidaristico devono porre attenzione alla provenienza dei contributi finanziari e degli strumenti bancari di cui si servono. In una realtà di mercato sempre più complessa, le campagne di pressione e boicottaggio offrono informazioni importanti sull’attività di moltissime imprese, istituzioni bancarie e commerciali. La loro opera di monitoraggio è uno strumento necessario alle associazioni per valutare la coerenza tra i valori che si intendono promuovere e i mezzi economico-finanziari usati per perseguirli.
   È una proposta che come Campagna di pressione alle banche armate rivolgiamo a tutte le associazioni civili e religiose impegnate nel settore della solidarietà e particolarmente alle diocesi, alle Caritas, ai centri e istituti missionari, per favorire quel controllo sulle operazioni di finanziamento e di appoggio delle banche al commercio d'armi che la Campagna si propone.

GIORGIO BERETTA

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