LETTERA APERTA
ALLE "BANCHE ARMATE"
Una proposta di Missione oggi, Nigrizia, e Pax Christi
ai singoli e alle associazioni civili e religiose per un controllo attivo sulle operazioni
di finanziamento o di semplice appoggio delle banche in operazioni di esportazioni di
sistemi d'arma.
Come evidenzia la
relazione sullesportazione italiana di armi nel 1998, che il presidente del
consiglio ha presentato al parlamento lo scorso 31 marzo, sono numerose la banche italiane
che hanno sostenuto lexport bellico per un totale di 1.236 miliardi di lire.
Ecco lelenco: Banca Carige; Banca Commerciale
Italiana; Banca Nazionale del Lavoro; Banca Nazionale dell'Agricoltura; Banca Popolare di
Bergamo - Credito Varesino; Banca Popolare di Brescia; Banca Popolare di Intra; Banca
Popolare di Lodi; Banca Popolare di Novara; Banca San Paolo di Brescia; Banca Toscana;
Banca di Roma; Banco Ambrosiano Veneto; Banco Bilbao Vizcaya; Banco di Chiavari e della
Riviera Ligure; Banco di Napoli; Banco do Brasil; Barclays Bank; Cariplo; Cassa di
Risparmio di Firenze; Cassa di Risparmio di La Spezia; Credito Agrario Bresciano; Credito
Emiliano; Credito Italiano; Crèdit Agricole Indosuez; Istituto San Paolo di Torino; Monte
dei Paschi di Siena; Ubae Arab Italian Bank; Unicredito Italiano; Unione Banche Svizzere.
Lappuntamento del giubileo che vuole essere un momento di
conversione autentica può diventare loccasione per fare chiarezza e cambiare
strada anche sui risparmi. Questo è possibile se le diocesi, le parrocchie, le comunità
religiose, i singoli credenti e tutte le persone di buona volontà chiederanno
esplicitamente alle banche presso cui hanno i propri depositi se sono o meno coinvolte nel
commercio delle armi. Nellindire il giubileo il papa dice: "Devono essere
eliminate le sopraffazioni che portano al predominio degli uni sugli altri: esse sono
peccato e ingiustizia. Chi è intento ad accumulare tesori solamente sulla terra (cfr. Pt.
6,19) non arricchisce dinanzi a Dio (Lc 12,21)". E ancora: "Specialmente i paesi
ricchi e il settore privato assumano la loro responsabilità per un modello di economia al
servizio di ogni persona".
Mentre sono in atto anche nella chiesa italiana importanti iniziative tese
alla riduzione del debito dei paesi poveri, siamo convinti che questo non basta. Non è
difficile ipotizzare che i fondi che si raccolgono per opere di carità, per condonare il
debito e per altro, vengano poi depositati in banche che investono quegli stessi soldi nel
traffico di armi. La tentazione di mammona è forte per tutti.
Spesso le banche si rivolgono alle parrocchie offrendo condizioni
particolarmente favorevoli. Crediamo sia moralmente doveroso chiederci come e dove
investono questi istituti bancari. Se è vero che il sistema economico, le "strutture
di peccato" si basano sul consenso dei singoli, è importante riscoprire le
responsabilità che ognuno ha nellappoggiare più o meno esplicitamente tale
sistema. Non possiamo accettare il criterio che avendo dei soldi li dobbiamo far fruttare
al meglio senza interrogarci sul modo.
Sarebbe un forte gesto di richiamo alle coscienze, se le varie realtà
ecclesiali si muovessero in questa direzione, interrogandosi al loro interno (consigli
pastorali, consigli per gli affari economici) e indirizzando alle banche una lettera
pubblica. Sarebbe un gesto profetico per testimoniare che ci sta a cuore prima di tutto il
Vangelo.
Chiediamo quindi di:
- Scrivere alla direzione generale della propria banca,
chiedendo di essere trasparenti. Cioè di confermare o smentire per iscritto il
coinvolgimento dellistituto (attraverso finanziamenti o il semplice appoggio) in
operazioni di esportazione di armi. E sollecitando la banca a un nuovo orientamento più
attento alla redistribuzione del credito a favore delleconomia sociale e delle fasce
più povere della popolazione. La risposta verrà resa pubblica.
- In caso di risposta vaga o di non risposta, interrompere i rapporti
con la banca, rendendo pubblica la scelta.
Le riviste Missione Oggi,
Nigrizia e Mosaico di Pace (mensile di Pax Christi) si impegnano a seguire gli sviluppi di
questa iniziativa e il dibattito che ne deriverà. |